APRILE 2018

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Re: APRILE 2018

Messaggio Da moracter il Mer Apr 11 2018, 00:15

Quando i Knicks mi regaleranno una nottata come quella che mi ha regalato la Roma???

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Re: APRILE 2018

Messaggio Da SkydAnc3R il Gio Apr 12 2018, 11:03

Knicks-Cavs 110-98

Arriva, che lo vogliamo o no, una sorta di ennesima perculata da parte di Lebron: con le orecchie rivolte ai risultati dagli altri campi e con Phila sul +30 (quindi con Cleveland ormai quarta), la Queen decide di darla su e va a riposarsi in panchina, preservando così, oltre al suo fisico, pure il loro pick, via Nets, che invece stavano perdendo, come i Bulls.

Ma noi siamo i più fighi della NBA e a queste cose non ci badiamo, così sculacciamo i resti dei padroni di casa blindando il nono posto in lottery.

Appena arriva la sirena di fine partita, poi, licenziamo subito Hornacek senza neppure farlo rientrare alla base, gesto di una bassezza incredibile, ma che da una franchigia guidata da una banda di tronfi arroganti pagliacci indegni non stupisce più di tanto.

(Record che siamo noni, partendo dal fondo)

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Re: APRILE 2018

Messaggio Da cimadvx il Gio Apr 12 2018, 12:55

SkydAnc3R ha scritto:Knicks-Cavs 110-98


Appena arriva la sirena di fine partita, poi, licenziamo subito Hornacek senza neppure farlo rientrare alla base, gesto di una bassezza incredibile, ma che da una franchigia guidata da una banda di tronfi arroganti pagliacci indegni non stupisce più di tanto.

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Re: APRILE 2018

Messaggio Da Mark.Vezza il Gio Apr 12 2018, 14:25

Ecco, licenziamento di Hornacek fatto con queste modalità da la misura di quanto siamo messi nella merda più totale per i prossimi anni.
Licenziarlo così vuol dire che non c'era più nessuna fiducia in lui, MA CRISTO NON POTEVANO CAMBIARLO A STAGIONE IN CORSO ALLORA? SVEGLIA CAZZONI DI MERDA, SVEGLIATEVI!!!
Magari Willy e Noah si poteva ancora evitare di perderli nel nulla, magari un Frank o altri giovani potevano progredire in modo diverso, magari si iniziava già un minimo a tracciare un cazzo di percorso, una nuova rotta.

No, dovevamo buttare nel cesso anche quest'anno e ci siamo riusciti.

Vaffanculo va, solo cazzate, solo cazzate, non c'è speranza. Ci meritiamo di perdere posizioni al draft. Ce lo meritiamo. Perché agli imbecilli la fortuna non serve, tanto la sputtanerebbero uguale. Idioti.

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Re: APRILE 2018

Messaggio Da LondonRay il Gio Apr 12 2018, 17:33

Porca troia che annata di merda, l'inizio era stato ottimo ma si è rivelata la solita illusione...
Poi vabbé un team che vince 5 delle ultime 13 in piena corsa lotteria si merita di perdere ancora 1 spot al sorteggio, sicuro come la morte che Bulls e Merds saliranno invece....

Sul licenziamento di Hornaceck poco da dire, la cosa più scontata che potevamo aspettarci, certo i modi come sempre da organizzazione di serie D!

Avessimo cmq visto Frank 35 minuti a sera da inizio febbraio e Dotson lasciato giocare come nelle ultime gare non dico che arrivare noni alla corsa al Draft sarebbe stato indolore però ecco un po' meno doloroso...
Stagione cmq da 4 ad essere buoni sotto tutti i punti di vista, dallo sviluppo dei giocatori alle trade all'organizzazione etc etc

Vediamo ora nei prossimi mesi tra nuovo coach, Draft e mercato se Cip&Ciop sono come le piaghe d'Egitto o meno peggio di quello che hanno fatto sino ad ora...
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Re: APRILE 2018

Messaggio Da Porzingod il Gio Apr 12 2018, 19:17

Avendo il pomeriggio libero, ho improvvisato un mega pagellone finale. Enjoy e ditemi cosa ne pensate  Very Happy


Frank Ntilikina:
In una delle piazze più difficili per maturare e crescere in tranquillità, Frank ha alternato prestazioni convincenti ad uscite molto, troppo timide: la colpa non è tanto sua quanto dell’impiego da parte del coach. Fatta eccezione, infatti, per il filotto di partite a novembre in cui la squadra giocava bene e Ntilikina era in campo nei possessi decisivi, la politica di Hornacek è stata improntata più sull’utilizzo del bastone che della carota: ogni errore o giocata non convincente del rookie è coincisa quasi sistematicamente con una sostituzione troppo punitiva e deleteria per la crescita di un giovane la cui fiducia e convinzione rischia di essere minata alle fondamenta. Per il resto la scelta che ci ha lasciato in eredità PJ sembra molto interessante: in difesa è di gran lunga il migliore della sua classe draft. Ha dimostrato di saper tenere i grandi attaccanti della nba (vedere le difese contro Harden e Irving) e sui blocchi mostra una reattività e voglia di lottare notevole. In attacco è ancora tutto da costruire anche se la meccanica di tiro, diventata sempre più rapida nel proseguo della stagione, è fluida; gli istinti da passatore ci sono, come dimostrano alcuni scarichi in angolo non banali, deve solo avere più coraggio senza limitarsi a fare il compitino nel 90% dei casi e buttarsi in area senza avere paura del contatto; il fisico c’è ed è destinato a ingrossarsi (ricordiamo che è il giocatore più giovane di questa regular season). Vediamo se il lavoro estivo darà buoni frutti. Per adesso una promozione sulla fiducia.
Voto: 6+

Jarret Jack
Per uno dei tanti giramondo dell’Nba, una stagione con più ombre che luci, non che ci dovessimo aspettare il contrario da uno con il suo pedigree. Jack viene promosso a PG titolare in seguito alle prove disastrose di Session e nel primo mese l’esperimento funziona: il veterano guida l’attacco in maniera ordinata e pulita, facendo esattamente quanto necessario – ovvero dare la palla a KP con i modi e i tempi giusti. Con lui in campo nel mese di novembre la squadra viaggia con un incoraggiante 16-10 e il gioco è piacevole e divertente. Da lì (più o meno la vittoria in casa con boston), parabola in picchiata: in linea con l’andamento della squadra, le prestazioni sono sempre meno convincenti e la confusione è tanta. Esempio lampante è la sconfitta contro chicago in cui il prodotto di Georgia, pur mettendo referto una tripla doppia, gestisce la partita nell’OT in maniera scriteriata con palle perse banali e scelte di tiro quantomeno dubbie.
Fino alla pausa per l’ASG i minutaggi saranno sempre alti (ma questo non dipende tanto da lui quanto da chi fa scelte in panchina), per poi scomparire dalle rotazioni, se si esclude il cameo delle 4 partite finali.
Voto: 5-

Trey Burke
Arrivato a metà gennaio dopo una serie di prestazioni molto positive in g-league con i Westchester Knicks, Burke viene inizialmente usato con il contagocce fino all’ASG per poi prendere i minuti di Jack in rotazione (ma mai lo spot di titolare fino a fine marzo). Con lui in campo fin da subito si nota quel cambio di ritmo che Jack aveva saputo imprimere nelle sue prime uscite, ma che non aveva saputo riproporre con continuità; l’ex wizards e jazz attacca di più e meglio il ferro dei suoi predecessori e in generale si dimostra una minaccia più consistente al tiro (soprattutto dal mid-range). La difesa rimane ovviamente il tallone d’Achille: il fisico per marcare i grandi play moderni (ormai dei veri e propri carri armati) non c’è ed è per questo che anche per il futuro non potrà ritagliarsi nulla di più che il classico ruolo di attaccante dalla panchina.  Attenzione a non farsi abbagliare troppo da numeri e prestazioni figli di una seconda metà di stagione in cui i giochi erano fatti, attenzione.
Voto: 6,5

Ramon Sessions

Con lui in campo un record di 0-8 contando anche la pre-season. Nulla da aggiungere: credo che questo dato descriva al meglio l’impatto dell’ex Laker. Doveva essere il play che finalmente giocava il pick n’ roll come si deve con KP, ma si è visto tanto pick e poco roll, tante azione personali e cornate contro la difesa e poco coinvolgimento dei compagni.
Voto: 2,5

Emanuel Mudiay

Arrivato alla deadline per provare a recuperare qualcosa dal contratto di McDermott in scadenza, si è rivelato il peggiore della stagione (il che è tutto dire considerando l’andamento collettivo). Giocatore con il QI  più basso di un gibbone, brutto da vedere e scellerato nelle scelte; in attacco fa quello che gli pare, come gli pare, prendendo tiri insensati e facendo giocate al limite della follia. In difesa, dove avrebbe tutte le carte in regola per dominare visto il fisico che porta in giro per il parquet, è disattento e mollo: muore sui blocchi, si fa battere dal palleggiatore ed è sempre fuori posizione. Se andiamo poi a controllare le statistiche forse sono ancora più impietose dell’eye-test.
Voto: 2

Ron Baker

Tralasciando per un momento i discorsi legati al folle contratto, la stagione di Baker è stata tutto sommato in linea con quanto di buono fatto vedere l’anno scorso. Il giocatore è solido sui due lati del campo: in difesa tutto sommato si impegna ed è attivo e sempre in movimento, mentre in attacco quando non improvvisa fuori dallo spartito, può garantire una decina di minuti validi per far respirare i compagni. Causa infortuni vari, le 29 partite sono comunque poche per dare un giudizio complessivo, che rimane a limiti della sufficienza; lo ricorderemo soprattutto per essere entrato del super post di Davis a NOLA (onore a lui comunque per averci provato).
Voto: 5/6

Damyean Dotson

Arrivato con la 44° scelta del draft 2017 questo è un giocatore che in una rotazione nba ci può stare eccome. Già a inizio stagione, contro Houston e Sacramento soprattutto, gli spunti proposti erano interessanti ma, complice la forma della squadra e un record che poteva far sognare la prima post-season dal 2013, è stato messo ai margini del progetto e riproposto successivamente in modo troppo discontinuo. Tralasciando la prestazione da 30 punti contro gli heat (l’eccezione, non la regola ovviamente), Dotson si è dimostrato un discreto torello in difesa e, in prospettiva, un tiratore affidabile; l’IQ non è il massimo, così come la selezione di tiro. Vediamo come ritornerà l’anno prossimo: per me se tutti i pezzi si incastrano al posto giusto potrebbe diventare un giocatore che si avvicina allo Shumpert visto a NY ormai 5-6 anni fa.
Voto:6+

Tim Hardaway Jr

Arrivato con un contratto da star Nba, le sue prestazioni – come era naturale aspettarsi - sono state ben al di sotto delle cifre guadagnate. Un giocatore che basa quasi tutte le sue fortune offensive sulle conclusioni da oltre l’arco, che scaglia più di 7 triple a partita con un misero 31%, che impatto potrà mai dare? Paghiamo come un secondo/terzo violino un giocatore che in una squadra media Nba non è nulla di più che un settimo uomo a essere buoni.
Alcune prestazioni a inizio stagione erano state abbastanza convincenti e il gioco con KP sembrava ben amalgamato, ma è stato un fuoco di paglia. Dopo l’infortunio al piede (che NON ha pregiudicato la nostra corsa ai PO come molti credono – non esiste che una squadra guidata da KP e THJ vada ai PO, anche in questo est), il ritorno è stato inguardabile: va direttamente negli almanacchi la striscia di 10 partite con il 16% da tre punti, accompagnata da altre prestazioni belle cariche di numeri, ma sterili come apporto alla causa e impatto generale.
Voto: 4,5

Courtney Lee

Forse uno dei più positivi per cifre e impatto dentro e fuori dal campo. Sempre tra i top 5 in stagione per percentuale dalla lunetta e primo della squadra al tiro pesante. In attacco raramente si sono viste forzature o tiri che il contesto non richiedesse, sempre in visione per ricevere gli scarichi e attivo lontano dalla palla. In difesa è sempre stato il primo a sbattersi, il più delle volte accoppiato l’attaccante avversario più pericoloso. Mi sarebbe piaciuto vederlo come specialista in una contender e non a marcire da noi; l’anno prossimo il contratto sarà competitivo, vediamo se riusciamo a cavarne qualcosa di buono.
Voto: 6/7

Doug McDermott

Spedito a Dallas per arrivare a Mudiay, l’ex OKC ha impressionato per la sua duttilità offensiva:  arrivato in squadra come semplice tiratore da 3, McDermott ha dimostrato di essere un discreto bloccante lontano dalla palla ma sopratutto un tagliante molto intelligente (l’asse con KOQ dal gomito è stata una delle azioni più riconoscibili e peculiari dei knicks della prima parte di stagione). Un peccato doverlo cedere per il suo contratto in scadenza (soprattutto vedendo chi è arrivato), perché era un valido elemento di rotazione.
Voto: 6

Troy Williams

Arrivato quasi in sordina con un contratto da 10 giorni, Williams ha portato sprazzi di atletismo e energia in una squadra ormai sulle gambe e demotivata. In difesa spesso è risultato disattento ma diciamo che nell’orrore generale si è distinto in positivo.
Voto: 5,5

Michael Beasley

Con un contratto da un anno e al minimo salariale, i knicks forse rappresentavano per Beas l’ultimo treno per restare aggrappato all’Nba. L’ex Bucks, sfodera delle prestazioni  irreali per percentuali e numeri a Dicembre e si carica sulle spalle un gruppo che già sembrava aver abbandonato la nave. Alla fine le sue prestazioni sono in tutto e per tutto paragonabili a quelle dell’ex numero 7, solo con un contratto 20 volte più economico. Un gioco fatto solo di ISO, senza un tiro da 3 rispettabile e una difesa ben sotto gli standard. Dopo il momento di onnipotenza si è schiantato pesantemente sulla terra, tornando a essere il solito pasticcione confusionario. Mezzo voto in più per la prestazione super contro i Thunder al Garden, una delle partite più importanti della stagione.
Voto: 5,5

Lance Thomas

Il capitano si fa riconoscere per quello che sa fare, difesa e tiro da 3 nulla di più. Annata abbastanza piatta la sua, senza picchi di rendimento, anzi alcune partite è stato troppo in campo.  Forse il giocatore più anonimo della squadra, nel bene e nel male.
Voto: 5

Luke Kornet

Esordio da sogno per l’uniKornet a Toronto con una doppia doppia condita da 3 triple, seguita da prestazione abbastanza valide in generale. E’ una versione di gran lunga depotenziata di KP: discreto tiro da fuori  (soprattutto dal lato destro del campo) e buona capacità di mettere la palla per terra. Il movimento di piedi è molto macchinoso e l’assenza di gioco in post lo limita parecchio. Dietro è attaccabile anche se a rimbalzo difensivo va discretamente bene; comunque l’età è dalla sua, così come il fisico e il contratto vantaggioso (2way come Hicks).
Voto: 6+

Isaiah Hicks

Vincitore del titolo ncaa 2017 con North Carolina con una solidissima prestazione in finale, Hicks si è dimostrato un lungo valido nel ricevere gli scarichi sotto canestro e efficiente nelle situazioni da rollante. Si è intravisto in alcune situazioni un timido jumper dalla media sviluppabile. In difesa non è il massimo malgrado il fisico, ma l’andamento ancora una volta va di pari passo con quello della squadra. A mio modo di vedere meno convincente di Kornet
Voto: 5/6

Kristaps Porzingis

Il lettone comincia la stagione da leader unico della squadra nel migliore dei modi: aiutato anche dalla condizione rimasta in seguito a un super europeo, sfodera nella prime 15 partite delle prestazioni da top5 della lega. In attacco risulta un rebus per le difese e finalmente sembra saper alternare in maniera efficace un gioco perimetrale a uno più interno in post, dove tira in testa al 90% degli avversari. La squadra risponde molto bene, gli spazi si aprono e la palla gira. Tutto perfetto, poi il calo a cui ormai assistiamo ogni anno: gli avversari prendono le misure e cominciano a raddoppiarlo (KP ha zero visione di gioco e in 3 anni non ha ancora imparato a leggere un raddoppio e far uscire la palla sul perimetro), lui si intestardisce con conclusioni forzate e poco efficenti e la squadra affonda. Poi il crack e l’addio alla stagione.
Sono molti i dubbi legati a questo giocatore e io sono uno dei primi a condividerli: dubbi fisici, tecnici e mentali. Tuttavia per come è l’nba al momento e per la nostra specifica situazione, non possiamo permetterci di non estenderlo, magari provando un contratto con mille clausole stile embiid.
Le prime 15 partite sarebbero da 9, ma il resto è pesantemente insufficiente; è stato selezionato anche come riserva all’ASG ma credo che altri giocatori per il rendimento dimostrato avrebbero meritato maggiormente (I vari Drummond e Dragic poi andati per gli infortuni)
Voto: 5,5

Willy Hernangomez

Forse il caso più controverso e scandaloso dell’anno. A mio modo di vedere è stato giustamente punito per la pre-season e l’inizio di stagione giocata troppo soft, ma poi non si doveva lasciarlo marcire in panchina come un veterano al tramonto qualunque. In un epoca basata su due concetti cardine – gioventù e buoni contratti – siamo riusciti a bruciare e svendere un primo quintetto rookie per un pugno di mosche; comunque a parte l’inizio con il freno a mano, il contributo offensivo (seppur in 9 minuti di media per 22 partite) è stato tangibile; molto peggio in difesa, ma non è che i pari ruolo (o meglio IL pari ruolo) di gran lunga più pagato dello spagnolo abbia brillato.
Voto: S.V.  Odio astenermi ma mi risulta veramente difficile esprimere un giudizio numerico

Joakim Noah
Delle sue prestazioni in campo onestamente ci si ricorda solo del secondo tempo contro I Pelicans in cui ha saputo tenere a bada Cousins con una super difesa. Per il resto tra infortuni e squalifica di inizio campionato, il buio totale. Molto male invece per le dichiarazioni fuori dal campo e per i battibecchi con l’allenatore. Non bastava incassare i soldi del contratto e stare zitto, c'era bisogno anche di fare casino. A questo punto, visto le prospettive della prossima stagione, forse conviene veramente tenerlo fuori squadra e stretcharlo l’anno prossimo.
Voto: 4-

Kyle O’Quinn

Dopo Lee forse il migliore di questa dannata stagione. Grande presenza a rimbalzo (come già detto i suoi numeri da titolare sono comparabili a quelli di Kanter) e in difesa in generale; forse un po troppo falloso, ma almeno è uno dei pochi che ha saputo segnare un minimo il territorio. In attacco ha mostrato discrete qualità da passatore per i taglianti e buon tocco dalla media. Resta la grande incognita legata al suo contratto, se - e nel caso come -verrà rifirmato.
Voto: 6,5

Enes Kanter

Dulcis in fundo, arriva il turco. Ad aprire la sua pagina delle statistiche verrebbe da pensare che la sua sia stata una stagione positiva: 11° nella lega per rimbalzi, 7° per quelli offensivi in appena 25 minuti di utilizzo con il 60% dal campo. Grattando anche di poco sotto la superficie (e guardando le partite, azione mai banale se si pretende di esprimere giudizi) si apre una voragine fatta di difese imbarazzanti e totale incapacità di esprimere un gioco corale con i compagni: sono state veramente poche le volte che la palla, una volta giunta in post al turco, è stata riaperta, anche in seguito a un raddoppio. Il piano partita degli avversari è stato semplice quanto costante e efficace: rendere in attacco l’uomo coperto da Kanter il più attivo possibile in modo da evidenziare la totale incapacità del nostro lungo.
Specchio di questa situazione sono stati gli innumerevoli 4qt guardati mestamente dalla panchina. Onestamente non vedo un singolo motivo per cui debba uscire dal faraonico contratto (come invece sembrano sostenere i giornalisti a NY) speriamo solo di non fare danni l’anno prossimo, con operazioni strane.
Voto: 4,5

Jeff Hornacek

Nella valutazione del coach non possiamo non considerare la prima parte di stagione: il gioco c’era e la squadra girava molto bene.  Hornacek ha saputo mettere da parte le sue idee di una squadra fatta di transizione e tiro da 3 per modellare una struttura molto più congeniale al materiale umano: ne è nato un sistema molto più ragionato nel cercare la conclusione, con la predominanza di un gioco mid-range vecchio stile. L’esperimento ha funzionato fino a un terzo della stagione, poi, come già detto, il buio. Il problema che sia il coach che la dirigenza non sono stati in grado di capire che la nave era già affondata e che ricercare disperatamente uno spot per la post season, con rotazioni serrate di giocotori veterani – o presunti tali – era una mera illusione, un danno per questo core.
Ad abbassare la valutazione la gestione dei giovani: da Willy a Frank, passando per Dotson, non è stato in grado di dare minuti, continuità e fiducia, uno degli obbiettivi di questa stagione. Per carità lui è un professionista e mira a vincere le partite però un minimo di buon senso sotto questo aspetto non sarebbe stato male.
Voto: 5

Cip&Ciop

Non ho nulla da dire tanto il loro operato è sotto gli occhi di tutti: ciliegina sulla torta di questa loro prima annata è stato l’indegno licenziamento del coach. Per modi e tempi è stata una cosa grottesca e barbina. Senza questo exploit avrebbero preso un bel 1, mi tocca scendere nel giudizio.
Voto: 0
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Re: APRILE 2018

Messaggio Da moracter il Gio Apr 12 2018, 21:24

Ammazza,
vaffanculo Porzy!
Volevo svaporiare facendo le pagelle e mi hai preceduto!
Poi, devo dire la verità, le hai fatto mooolto meglio di come le avrei fatte io, con gli stessi voti su per giù.
Ecco i miei voti:

Sessions 2
Burke 7
Ntilikina 6+
Mudiay 3

Lee 7
Baker 6
Dotson 6+

THJ 4,5
Thomas 5
T Williams 6

Prozy 6,5
Beasley 6,5 (anzi 9 perché è stato l'unicacosa simpatica della stagione)
Hicks 55

Kanter 5,5
KOQ 6,5
Hernango 5
Noah 4,5

Horny 5,5

Si, il licenziamento di Horny è stato immondo



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Re: APRILE 2018

Messaggio Da Mark.Vezza il Gio Apr 12 2018, 22:08

Non capisco perché i 4 fissi a Noah.

Ma se mi dite che è perché non gli ha sfunnato la capa a Horny allora ok. Anche 2 meno meno se è per quello..

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Re: APRILE 2018

Messaggio Da LondonRay il Gio Apr 12 2018, 22:45

In linea di massima i miei voti non si discostano dai vostri, sicuramente KOQ, Lee e KP i migliori, bene secondo me anche Beasley e Frank, parliamo cmq di sufficienze, cmq alla fine tolti i primi 2-3 mesi in cui avevamo un Kp onnipotente ci siamo dimostrati un team mediocre come quasi tutti pensavamo alla vigilia, io credevo in 20 w al massimo, ecco togliendo la fase iniziale abbiamo poi fatto un percorso da team di basso livello quale ahimè siamo....
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